Francesco Garbelli

6 — 8 apr 2017 presso la Gilda Contemporary Art a Milano, Italia

6 APRILE 2017
Francesco Garbelli, Senza Parole, 1990
Francesco Garbelli, Senza Parole, 1990

Nell’ambito del piano di riqualificazione del quartiere delle 5 Vie, nel cuore dell’antica Milano, Francesco Garbelli, durante la Miart & Design Week 2017, presenta il progetto di Urban art Le vie del patrimonio, in collaborazione con 5VIE art+design.

Per l’occasione, da giovedì 6 a sabato 8 aprile 2017, Gilda Contemporary Art, il nuovo spazio per l’arte diretto da Cristina Gilda Artese, propone un’efficace sintesi della ricerca artistica di Francesco Garbelli dal 1990 al 2016, che farà comprendere al pubblico il criterio di continuità che lega il progetto Le vie del Patrimonio con l’intera poetica dell’artista.

Con questo suo intervento, Francesco Garbelli intende valorizzare il grande patrimonio storico, culturale, artistico, architettonico della zona più antica e centrale di Milano, attraverso un intervento di segnaletica urbana, declinata secondo un codice ludico.

Questa operazione restituisce l’immagine di alcuni luoghi o di alcune opere d’arte difficilmente visibili dalla strada, o mostra monumenti dimenticati colti da un’insolita un’inquadratura.

Le vie del Patrimonio è un’ideale Via per Immagini, in cui l’elemento verbale sostituisce l’immagine del luogo o dell’opera. I soggetti non vengono mai proposti nella sua interezza, ma sono mostrati nel dettaglio o ripresi in modo inconsueto per stimolare la curiosità dello spettatore.

Le immagini realizzate da Garbelli sono esposte sia nel formato che nella posizione dove normalmente si trovano le targhe della toponomastica urbana, in modo che l’occhio colga l’indizio e lo contestualizzi nel territorio.

Francesco Garbelli, laureato alla Facoltà d'Architettura del Politecnico di Milano nel 1990, vive e lavora a Milano.

È stato tra i promotori e protagonisti della mostra-evento degli anni '80, a Milano, nell’ex fabbrica Brown Boveri all’epoca situata tra i quartieri Isola e Porta Nuova. In seguito - confermando la sua attenzione al contesto urbano - compie i suoi primi interventi di public art concentrando il proprio interesse sulla toponomastica e la segnaletica stradale. Tra la seconda metà degli anni '80 e la prima metà dei '90 realizza una serie d’interventi in varie città in Italia ed Europa - inventando nuovi cartelli con sottile ironia - grazie ai quali viene oggi considerato come un vero e proprio precursore della street e urban art.

Negli anni '90 fa parte del gruppo “Concettualismo Ironico Italiano” con il quale partecipa a una serie di mostre in Musei e Gallerie in Italia e Germania. Alcune sue opere entrano a far parte della collezione VAF- Stiftung, oggi custodita al MART di Trento e Rovereto. Ha inoltre insegnato alla N.A.B.A., Nuova Accademia di Belle Arti di Milano e attualmente collabora con L.UN.A., Libera Università delle Arti di Bologna.

Oltre alle installazioni urbane, i progetti di public art, la sua produzione ha toccato diverse tecniche - dalle sculture in resina con cui ricrea dei veri e propri “pezzi di mare” di straordinaria efficacia visiva, all’utilizzo del mezzo video e fotografico - padroneggiate sempre con grande dimestichezza ed onestà intellettuale, senza mai seguire alcun tipo di seducente forzatura modaiola, mantenendo viva e difendendo la propria autonomia.