Mario Cattaneo

1 gen 2004 — 1 gen 2020 presso il Museo di Fotografia Contemporanea a Cinisello Balsamo, Italia

17 GIUGNO 2017
Mario Cattaneo. Courtesy of Museo di Fotografia Contemporanea
Mario Cattaneo. Courtesy of Museo di Fotografia Contemporanea

Il fondo comprende l'opera completa di Mario Cattaneo (1916 / 2004), un autore che appartiene a quella generazione di fotografi italiani che nella seconda metà del Novecento trovano nell'ambiente dei circoli fotoamatoriali un luogo di espressione e di dibattito sulla fotografia.

I temi prevalenti nelle ricerche fotografiche dell'autore sono il reportage sociale e di costume e il ritratto.

Nasce a Milano il 28 Gennaio del 1916. Si interessa di fotografia sin da ragazzo e la sua prima macchina fotografica è una Kodak Vollenda a soffietto. A 18 anni patisce la dura esperienza della guerra e della prigionia. Quando torna nel 1946 si ritrova solo a Milano, avendo perso dopo la madre e la sorella, anche il padre. Nel 1950 riesce, lavorando, a laurearsi in Economia e Commercio alla Bocconi. Nello stesso anno acquista una Rolleiflex e da autodidatta apprende le prime nozioni tecniche.

Nel 1955 si iscrive al Circolo Fotografico Milanese. Sono gli anni di intenso fervore creativo per molti soci ed è con loro che Cattaneo avrà modo di affinare ulteriormente il proprio bagaglio tecnico e culturale. Grazie all'incontro con Pietro Donzelli, Nesler, Castagnola, Bepi Merisio, Cesare Colombo e Mario De Biasi egli si orienta definitivamente verso il reportage come suo primo interesse in campo fotografico. Affascinato dalle immagini di Henri Cartier Bresson, Robert Doisneau, Bishof e Dorothea Lange, pubblicate sulle riviste del tempo, scatta le sue prime fotografie durante "La fera del Sinigaglia", il tradizionale mercatino delle pulci milanese, rivelando da subito la sua straordinaria capacità nel saper cogliere, con naturalezza e semplicità, momenti di intensa, spontanea umanità.

La Fiera di Sinigaglia rappresenta per il fotografo un vero banco di prova settimanale. Nel mirino della reflex biottica di Mario Cattaneo si affolla un popolo intero con gesti e atteggiamenti di dignitosa povertà, siamo negli anni '50 e '60 e quello di Mario Cattaneo è un vero reportage antropologico aveva scoperto che il regalo di una foto poteva creare un rapporto di confidenza. Oltre al reportage paesaggistico, dunque, la gente costituirà sempre per lui un punto focale per ritratti degni di attenzione. Nel 1952 parte da solo per un viaggio in Sicilia; fermatosi a Napoli per una breve sosta, resta affascinato dalla vivace umanità dei vicoli. Decide di trattenersi a lungo a a Napoli e qui vi tornerà in anni successivi, mettendo insieme una grande quantità di fotografie, pubblicate nel 1992 da Electa con "Vicoli". A questo lavoro ne seguiranno altri (Luna park, Milano 1956-60), Una domenica all'Idroscalo (Milano 1958-62), Juke box (Milano, 1960-62), Caravaggio (1957), Festival pop (Milano, 1973-75). Scrisse G. Turroni: "Mario Cattaneo è una personalità notevolissima: ha quel tanto di cultura fotografica di una volta che lo spinge a fotografare bene, a vedere bene, a cogliere la sintesi di un fatto […].

Se un Cartier Bresson avesse fatto quelle belle fotografie di Napoli, tutti avremmo gridato al capolavoro. Le ha fatte Cattaneo, ma noi diciamo ugualmente che hanno un fascino enorme, uno spirito intenso e una bellezza non comune". Mario Cattaneo riceve premi e riconoscimenti in Italia e all'estero, tra cui il primo Premio al Concorso di reportages "Racconto e reportage fotografico" di Fermo nel 1965 con il portfolio "Caravaggio", partecipa all'Exposition International de Photographiea a Montreal nel 1967, alla Terza Esposizione Mondiale di fotografia "Sulla strada del paradiso" del 1973 e alla Quarta esposizione Mondiale di fotografia "I ragazzi di questo mondo" del 1977. L'innata curiosità lo spinge a diventare un "solitario viaggiatore del mondo": innumerevoli viaggi alla scoperta, attraverso la fotografia, di culture e umanità diverse. Nel 1991 la FIAF lo nomina Autore dell'Anno, dedicandogli una mostra itinerante accompagnata da una monografia. Nel 1996, viene pubblicato "La Fera del Sinigaglia", edito dalla Fondazione E. Monti, a cura di W. Tucci Caselli. Muore nel 2004 durante il suo ennesimo viaggio in India.