'O Munaciello

Da Firenze a Miami passando per Napoli

2 GIUGNO 2017,
'O Munaciello a Miami. Ph: Fabrizio Gaeta
'O Munaciello a Miami. Ph: Fabrizio Gaeta

Da Napoli al 6425 di Biscayne Boulevard Corner angolo con la 65th Street a Miami. ‘O Munaciello "piccolo monaco" in napoletano, uno spiritello leggendario del folclore napoletano citato nell’800 da Matilde Serao, mostra l'appartenenza a una terra di colori e di gioia di vivere, con schidionate di ferro che reggono corone di aglio, peperoncini e pomodorini Piennolo, profumate mele Annurca, limoni di Amalfi e Sorrento. E poi prodotti provenienti dai terreni sotto il Vesuvio, ceste di frutta, juke box, carrettini pieni di fiori e di granite al limone. Un piacevole caos organizzato che mostra la gerarchia di squadra, una fretta calma, la consapevolezza incosciente, l'emozione di fare sempre le stesse cose tutti i giorni ma in modo differente… tovaglie con i numeri della tombola stampati, un album fotografico di un quartiere spagnolo: ti aspetti da un momento all’altro di vedere apparire Totò. E poi Maradona, eroe indimenticabile nel cuore dei napoletani, la prima cosa che si nota è il magico “numero 10” stampato sulle magliette tese, come fossero al sole, tenute dai chiappini di legno.

I ragazzi, Leonardo, Valentina e Carmine ci portano per mano negli affascinanti quartieri spagnoli che hanno riprodotto a Miami, per un viaggio nella storia della migliore cucina del mondo, con i sapori, profumi e colori di spaghetti, ragù, mozzarelle, babà, sfogliatelle, pastiere, caffè, salami, struffoli, chiacchiere, zeppole di San Giuseppe, tortani, casatielli, caprese, delizie, cannelloni, lasagne, falanghina, limoncello e infine l’enorme forno a vista, regno incontrastato di Carmine Candito, un gigante di simpatia per la pizza più buona di Napoli, prima portata a Firenze in Santo Spirito e infine a Miami, dove le sue pizze ridono, sono opere d’arte.

La sua cucina napoletana nasce dal pane, ma si arricchisce via via di profumi e sapori che la rendono unica; l'impronta napoletana è marcatamente evidente nelle portate principali, che risentono di un timbro che è connaturato nella storia della Campania. Leonardo ci racconta il perché di questa nuova apertura a Miami Beach, che vede 2 milioni di turisti italiani ogni anno. "‘O Munaciello a Firenze era arrivato a un punto di eccellenza, siamo tre soci giovani e avevamo voglia di 'allargarci'; la cucina italiana negli Stati Uniti è seguita, amata, ricercata e, come prima base negli USA, ci siamo fermati a Miami Beach, dove, dopo due mesi dall’apertura, abbiamo già la gente che fa la fila fuori del locale, attori e calciatori italiani che ci vengono a cercare, amici italiani, fiorentini e napoletani".

Che peso ha la tradizione nella cucina di ‘O Munaciello? "Il tema del nostro brand è la cucina napoletana, la tradizione è parte fondamentale e integrante della cucina campana, di quando a Napoli si faceva della condivisione uno stato sociale, l’abitudine di stare insieme intorno alla tavola… per Napoli la tavola e la cucina sono cultura e storia, una tradizione che abbiamo voluto portare qui e i risultati ci stanno dando ragione. E Miami è compatibile allo spirito campano, qui è sempre festa, un estate che non finisce mai, con i colori abbaglianti del mare, che si intravede dal nostro locale: tanti italiani passano le feste di Natale qui, la gente è sempre fuori, la spiaggia sempre piena di ragazzi.

Valentina Borgogni ci racconta come è passata da 10 anni di Munaciello a Firenze: "Un successo e una scommessa vinta, la nostra allegria e gioia di vivere è stata vincente, principalmente per i prodotti campani che abbiamo portato, prima da Napoli a Firenze e ora a Miami, come la dolce sensualità dell’olio campano. Qui l’ospite che si ferma trova nel piatto, quasi per magia, racconti di lunghe distese di viti, mozzarelle campane, il Vesuvio, cancelli di ferro incoronati dal glicine, la tavolozza infinita di sfumature di rosso, di arancio, i gialli, gli ocra, i viola.

E infine Carmine Candito, qui la tua Napoli… "Io penso che non esista al mondo una città amata come Napoli e qui negli Usa ne ho la conferma tutti i giorni, qui ho portato la mia 'Pizza nera' fatta con un impasto lievitato dalle 24 alle 48 ore, preparato aggiungendo una piccola quantità di carbone vegetale attivo che le conferisce il colore nero con effetto immediato: il carbone vegetale ha la capacità di trattenere i gas che si sviluppano dalla fermentazione nel processo digestivo, rendendo così l’alimento altamente digeribile senza gonfiare l’addome ed è consigliata a tutte quelle persone che riscontrano intolleranze a pasta, pane e pizza e a tutti i prodotti contenenti glutine.

Ricette d’autore di ‘O Munaciello Firenze e Miami
Paccheri con pomodorini del Piennolo, olive di Gaeta e pesto
Ingredienti per 4 persone
uno spicchio d'aglio
olio extra vergine d'oliva q.b.
sale e zucchero q.b.
300 g di pomodorini freschi del Piennolo
200 g di polpo precedentemente lessato
50 g di olive di Gaeta
320 g di paccheri
pesto di basilico

Mettere in una padella calda l'olio e l'aglio; saltarci i pomodorini del Piennolo con un pizzico di sale e zucchero quanto basta; una volta appassiti i pomodorini, aggiungere le olive di Gaeta e il polpo tagliato a tocchetti; intanto cuocere i paccheri in acqua salata. Scolare la pasta al dente e terminare la cottura in padella, aggiungendo l'acqua di cottura del polpo. Infine mantecare fuori dal fuoco con il pesto di basilico. Completare il piatto decorando con una foglia di basilico.

Baccalà all'acquapazza con intingolo di telline
Ingredienti per 4 persone
Olio extra vergine d'oliva q.b.
sale q.b.
4 filetti da 300 g di baccalà
200 g di telline
400 g di pomodori del Piennolo
50 g di olive di Gaeta
acciugata (capperi e acciughe)
peperoncino q.b.
prezzemolo q.b.
vino bianco per sfumare
fumetto di pesce

Incidere il baccalà e scottarlo sulla pelle nella padella antiaderente; in un'altra padella preparare il sugo: soffriggere aglio, olio, peperoncino e acciugata; aggiungere i pomodorini e le olive e lasciare andare qualche minuto. Aggiungere le telline e sfumarle con un po' di vino finché non saranno aperte completamente. Aggiungere il baccalà e terminare la cottura con l'intingolo. Servire infine il baccalà con dei ciuffi di prezzemolo fresco.