L’eleganza del cibo

19 mag — 1 nov 2015 presso Mercati di Traiano - Museo dei Fori Imperiali a Roma, Italia

1 GIUGNO 2015
Giorgio Armani,
Collezione Privè Primavera/Estate 2015,
Abito multistrato in seta jacquard con ricamo a motivo bamboo,
Courtesy Giorgio Armani
Giorgio Armani, Collezione Privè Primavera/Estate 2015, Abito multistrato in seta jacquard con ricamo a motivo bamboo, Courtesy Giorgio Armani

Una grande mostra per celebrare a Roma il connubio perfetto tra la nutrizione, tema dominante dell’EXPO 2015 di Milano, e la creatività Made in Italy. “L’eleganza del cibo. Tales about food and fashion” è ospitata da martedì 19 Maggio a domenica 1 Novembre presso i Mercati di Traiano - Museo dei Fori Imperiali, un sito archeologico di rara bellezza, prestigioso per storia e per eleganza architettonica, scelto per raccontare la contaminazione tra le culture della moda e della nutrizione, due aspetti del patrimonio nazionale tra i più apprezzati e conosciuti al mondo.

Acqua, Aria, Terra, Fuoco. I quattro elementi naturali saranno il filo conduttore della mostra, inserita nell’ambito degli eventi in programma a Roma e Milano in occasione dell’esposizione universale da Maggio a Ottobre.

La mostra, a cura di Stefano Dominella e di Bonizza Giordani Aragno, si articolerà nelle varie accezioni proprie della moda, dal tessuto, al ricamo, all’abito, all’accessorio, e avrà come fil-rouge il cibo con un “richiamo alla natura”. . La moda veste il corpo, lo abbellisce, lo esalta e lo protegge. Il cibo lo attraversa, lo nutre e lo penetra. La moda ciba la mente, il cibo nutre il corpo.

All’interno delle sale museali saranno allestite differenti aree, contenitori dei progetti ispirati alla contaminazione tra moda e nutrizione, moda ed eco sostenibilità, moda ed energia. Il cibo e le materie prime della natura rappresenteranno il fil-rouge della mostra che vedrà protagonista la moda di ieri, di oggi e di domani. Abiti, accessori, immagini fotografiche e video, video mapping e visual-art costruiranno un percorso creativo contemporaneo dove il Made in Italy, l’alto artigianato e quindi la tradizione del “bello e ben fatto” saranno espressione evidente di come e quanto la moda ha saputo trarre ispirazione dalla nutrizione. Il percorso espositivo, inoltre, sarà arricchito dalle fotografie dell’artista coreana Yeonju Sung, un viaggio onirico che racconta attraverso 8 immagini come il cibo possa dialogare con l’abito e assumerne le forme.

In mostra abiti-opera ma anche accessori realizzati con materiali inconsueti, dalle forme e disegni scaturiti da una ricerca innovativa, originale e soprattutto ironica. Perché è proprio l’ironia a caratterizzare la creatività dei designer quando interpretano il cibo. Gli abiti realizzati dai più grandi stilisti, dal 1950 ad oggi, insieme alle creazioni di giovani designer emergenti e di giovani talenti comporranno il percorso espositivo con l’obiettivo di esaltarne i contenuti e chiarire l’ispirazione dalla quale è nato l’intero concept della mostra. La moda, contaminata dal “gusto”, con i suoi protagonisti traccerà un insolito e affascinante tragitto in perfetta sintonia con il tema dominante dell’Expo 2015.

Se si fa il “gioco” di sostituire alla parola moda ,la parola cibo si comincia a capire come e perché questi due pilastri della creatività e della cultura italiana fatalmente s’incontrino di continuo e segnatamente irrobustiscano il loro legame.

Tra le 160 creazioni in mostra, tra accessori e abiti, alcuni dei quali mai presentati prima d’ora, come non citare Giorgio Armani che ha eccezionalmente aderito all’iniziativa. Re Giorgio, nella sua ultima collezione Privè, si ispira al bambù, pianta delicata e robusta al tempo stesso, sempre più in voga nell’industria ecosostenibile, metafora di un'eleganza che eleva a poesia tessuto e disegno. Etro fa suo lo slogan “We are what we eat” (Noi siamo ciò che mangiamo), così le meravigliose stampe della Maison si colorano di pasta e crostacei crudi, in composizioni grafiche create con immagini digitali in cui i pranzi, italianissimi nella loro rappresentazione, si trasformano in un caleidoscopio di cibo.

Agatha Ruiz de la Prada, da sempre ci stupisce con decorazioni che richiamano il cibo, tutte decisamente ironiche e spiritose, per ridere insieme alla moda che andiamo ad indossare ogni giorno. Gattinoni ha dedicato un’intera collezione di alta moda al cibo, in mostra il “bread dress” con bustier scolpito con vere spighe di grano e pantaloni in juta ricamati con biscotti e salatini glassati e cristallizzati. Il giovane designer Tiziano Guardini sceglie vere radici di liquirizia per realizzare il suo abito “Natural Couture” eco-sostenibile. Salvatore Ferragamo, pioniere nell'utilizzo di materiali poveri come sughero, rafia e canapa, ha scelto di esibire alcune delle sue calzature più famose tratte dal prezioso archivio storico della fondazione a lui dedicata. Antonio Marras, che affonda le radici della creatività nella sua terra di origine, la Sardegna, mette in mostra abiti con ricami-richiami alla natura. Immancabile Moschino, che da sempre ha trattato il cibo con ironia e come strumento di denuncia sociale. In mostra anche Ken Scott il giardiniere della moda, colui che tra i primi ha scelto di inneggiare al food attraverso le vivaci stampe dei suoi abiti: asparagi, piselli, carciofi, mele, diventano “meraviglioso orto” da indossare. E tra gli altri ai Mercati di Traiano, in scena anche il “florilegio” di Laura Biagiotti attraverso abiti che citano una “natura di tessuto”.

“Mi sono interrogato spesso in questi ultimi anni circa il parossismo che sta focalizzando la nostra attenzione - dichiara il curatore Stefano Dominella - Da una parte l’edonismo, la cura del corpo, l’essere magri ed in forma ad ogni costo, dall’altra il “tam tam” mediatico e pubblicitario sul cibo, sul gusto e sulla golosità in genere che scaturisce un’ansia alimentare. E la moda? Raccoglie e assorbe tutte queste sollecitazioni e le interpreta con ironica creatività. Da sempre. E’ in questo clima da “Dolce Vita” dell’alimentazione che ho maturato l’idea di una mostra che coniugasse moda e cibo. Per sorridere di questa “Strana coppia”, ma anche per approfondire e sensibilizzare le mille sfumature legate ad essa, non per ultimo il rispetto per la natura e per l’ambiente.”