Peeta & Neve. Drops of Light

13 giu — 18 lug 2015 presso Galo Art Gallery a Torino, Italia

11 GIUGNO 2015
Neve, Narcisus
Neve, Narcisus

Neve e Peeta inaugureranno la mostra Drops of Light nella Galo Art Gallery il 13 di giugno. Questi due artisti italiani hanno una cosa in comune che è la loro attenzione e sensibilità al dettaglio.

Neve presenterà una nuova produzione esclusivamente realizzata per la Galo Art Gallery con i suoi riconoscibili iper realistici soggetti umani tipici del suo stile. Peeta porterà una selezione di opere esclusive che si concentrano in particolare sullo studio delle gocce. Presenterà anche una serie di opere su tela caratterizzate dal suo stile più classico e riconosciuto dello studio del lettering 3D.

Neve inizia a dipingere per gioco sui muri di Torino nel 1995. La passione per l’arte cresce in fretta tra la strada e la vita: con gli occhi solcati dalle occhiaie e le mani regolarmente tinte di vernice non perde occasione per lasciare la sua impronta, per dipingere e ricercare il suo stile. L’amore per l’estetica e per il classicismo lo porta a coniugare l’arte urbana con quella accademica, grazie all’uso del figurativo come mezzo di espressione. Dipinge in Italia, Spagna, Francia, Inghilterra, Grecia, Svizzera e Germania, sperimentando linguaggi diversi e padroneggiando diverse tecniche.

Nella sua produzione artistica emerge una forte attenzione al concetto e al contenuto, che prorompe nel 2006 con la realizzazione di performances ed installazioni, tra le altre curate da Marco Scotini e Marcello Maloberti. Proprio sul valore del messaggio insistono le opere di Neve, poiché l’intento è proprio quello di dialogare con l’osservatore, proponendo una domanda o quantomeno una riflessione.

Nel 2008 realizza interventi in strada dal forte contenuto di denuncia sociale, come la muta protesta del monaco birmano e il rovesciamento dei ruoli della “Pietà” michelangiolesca, esposti in seguito alla mostra “Scala Mercalli” curata da Gianluca Marziani nell'Auditorium di Roma.

Nell'autunno dello stesso anno si dedica anche ad un progetto di installazione urbana e dissemina per Milano bombe finte e mezzi bellici di cartone, attirando così l'interesse dei media che gli dedicano lo Speciale tg1, interviste e pubblicazioni.

La mostra bipersonale con Ozmo presso la galleria milanese Magrorocca, con la quale esporrà anche a Mi Art 2008, segna uno sviluppo della ricerca contenutistica sociale fondata sul paradosso, esponendo il re Davide d’Israele che indossa la tradizionale kefiah palestinese.

Dal graffitismo alla street art, dalla performance concettuale all’accademismo classicista, Neve potenzia la sua capacità espressiva con il neomuralismo. Nelle sue opere murali in iperrealismo e di titaniche dimensioni prendono vita soggetti umani sospesi tra il reale e il fiabesco.

Nel 2010 partecipa al progetto Walls of Fame a Milano e nel corso della sua carriera realizza opere murali per brand come Campari, Fabriano, Eni Syndial per cui dipinge su un muro di oltre 2000 mq per la campagna pubblicitaria 2011. Numerose sono le tele in cui coniuga la vita interiore e il mondo che lo circonda in una delicata espressione d’arte figurativa e altrettanto numerose sono le collettive a cui partecipa, tra cui la III edizione del (con)Temporary art a Milano, l’esposizione a Dusseldorf insieme alle opere di Giorgio De Chirico e l’edizione 2011 della Biennale di Venezia, padiglione Italia a cura di Vittorio Sgarbi. Negli ultimi anni Neve focalizza la sua ricerca stilistica in disegni a matita ed interventi murali a spray, contraddistinti dall’uso dello sfondo nero che gli consentono di dipingere solo la “luce”.

Tra il 2012 e il 2015 i suoi quadri sono stati presentati in tutta Europa: Strasburgo, Parigi, Mosca e a Londra, nello stesso spazio in cui esponeva in Andy Warhol.

L’indagine della storia e del mito, dell’esoterismo e della cosmogonia, della vita conscia ed inconscia è il segno caratteristico delle sue opere; così dense nel contenuto da dover essere decodificate, ma altrettanto dirette da esserne pervasi. Le trame figurative rivelano una raffinatezza quasi visionaria che cela messaggi enigmatici ed evoca gli archetipi dell’umano, con una cura dei particolari e una sensibilità, che si insinua nell’emotività dello spettatore.

Peeta. "Nei miei lavori, cerco di esprimere le qualità plastiche delle singole lettere, nel particolare, di quelle che compongono il mio pseudonimo Peeta, allontanandole così dalla loro forma tipografica tradizionale, al di la' della loro mera funzione semantica e trasportandole nella fluida realtà urbana, in cui le parole si allontanano dalla loro storia e acquisiscono nuovi significati all'interno di un codice insegnato dalla strada. Il risultato finale derivato dalla fusione tra lettering puro e stile tridimensionale e' la creazione di un ordine modulare, un equilibrio compositivo visualmente ritmato.

La scultura, per natura intrinseca, risulta fondamentale da questo punto di vista: rappresenta una possibilità di contatto diretto con la tridimensionalità e, quindi, una fonte di studio al fine di migliorare la comprensione delle forme e del rapporto della luce con le superfici, in vista della creazione di nuovi pezzi.

Oltre la continua ricerca di un perfezionamento tecnico e formale, la fisicità della pittura in 3d nasconde un lato fortemente spirituale. Sfumature di colore, disallineamenti, giochi percettivi sono alla base di un progressivo svelamento della mia personalità, della volontà di trasmettere un messaggio, di comprendermi e raccontarmi e già la scelta di rappresentare e reiterare il mio pseudonimo esprime il tentativo di autoritrarmi.

Le mie opere vogliono svelare l'ingannevolezza della percezione umana, la fallacità di punti di vista fissi o ristretti attraverso giochi ottici che, partendo dal tentativo di dare una parvenza tridimensionale ad una rappresentazione pittorica, finiscono per voler svelare la loro capacità di ingannare."

Manuel di Rita, cresciuto in una cittadina della provincia di Venezia, si fa conoscere dal principio degli anni '90 nella scena italiana del writing, sotto lo pseudonimo di Peeta. La sua evoluzione si concretizza nella finale elaborazione di uno stile che prende spunto dalla scultura e dal design industriale e giunge ad una personale esecuzione della pittura 3D. La fama come graffiti writer lo spinge ben presto oltre i confini italiani ed è proprio qui, soprattutto negli USA e in Canada, che riscontra i primi grandi successi a livello internazionale. Fa parte dell'EAD crew di Padova, dell'FX crew e dell'RWK crew, entrambe di New York.

Nato e cresciuto come graffiti writer, si e' inizialmente dedicato alla realizzazione di tele e sculture come semplice esercizio stilistico al fine di progettare pezzi su muro. Pian piano però, queste, hanno assunto un ruolo fondamentale, diventando opere in sè concluse.