Il corpo riflesso

Un carteggio affrescato fra Mariella Busi De Logu e Angelo Noce

13 OTTOBRE 2013,
Dipinto di Angelo Noce.
Dipinto di Angelo Noce.

31 maggio 2013, da Mariella Busi De Lugu ad Angelo Noce
Guarda un po' come se ne sta andando questo giorno, con un dono. Questa sera, qui, sorge per me un altro sole. A volte sono proprio una donna fortunata. Verso mezzanotte ho incontrato la grazia e la bellezza. Sto guardando mondi e tempi e lontananze che mi annichiliscono. E così, caro Angelo, in questi lavori ho incontrato, di nuovo, la tua vita. Non quadri ma cattedrali. E così, mi sono abbandonata alla visione come una persona che per lungo tempo ha digiunato e si trova, ora, invitata a un banchetto regale.
Un abbraccio, Mariella

3 giugno, da Angelo a Mariella
Mariella,
quando l’immagine della tua persona prende corpo nella mente mi sento condotto nel tuo gesto, quello lento che scorre quando il pennello intingendosi nell’acqua si sposa nelle infinite tonalità del colore prescelto, direi ora il blu oltremare. Così in quel presente, con quel tratto, raccogli anche quell’ancestrale che riconosci perché ti appartiene quando in una stagione fresca ti immergi nell’acqua di quel grande profilo azzurro.
Eco planato nella carta.
Nel silenzio ti vedo.
Ricordi Mariella quel giorno relativo alle foto in cui Vito e io fummo ospiti nel tuo studio; ci fu una piccola scossa della terra a rammentarci lei Madre che la sua inquietudine è anche la nostra, quella esistenziale, stessa radice, stessi doni, comune fardello, possibile racconto.

Che bella sorpresa nella continuità il tuo ritorno!
È certo, manterremo il filo della tessitura.
Un forte abbraccio
Con affetto Angelo.

p.s. Che intensità i toccanti video Nero Scarlatto e Gli Alberi erano Dei

3 giugno, da Mariella ad Angelo
In queste nostre vite ci sono antiche parentele. Quando vedo il tuo lavoro mi ritrovo a casa e per alcune opere "avrei voluto farle io." Pensieri che sono rimasti pensieri ai quali tu hai dato risposta. Quella terza entità del tutto nuova che nasce da ciò che ci colpisce.
Il corpo riflesso, non la cosa.
Un contraccolpo che ha radici lontane ma anche così vicine per chi, come noi, continua ad arare i territori fertili della memoria.
Buona notte, Mariella

5 giugno, da Angelo a Mariella
Da Le ceneri della spiaggia
"Da piccoli cercavamo nei campi una piccola pianta con tanti piccolissimi cuoricini, ne mangiavamo uno e sentivamo che dentro noi c’era tutto il sapore della terra".
Intima amica, i tuoi pensieri, la tua scrittura è sedimentata dentro di me.
I tuoi segni, le immagini, gli scudi sono energia, corpo del viaggio e alimento del viaggio. Vasi comunicanti.
Alleluia al soffio trasparente.
Alleluia all’oscurità che si concede alla luce Mariella cara, gli intellettuali che non sanno farsi nemmeno un uovo al tegame mi hanno sempre fatto un po’ tristezza. Le tue mani che impastano farina hanno memoria del luogo della spiga.
Bene. Inforco anch’io la bicicletta, conducimi alla strada che ci porterà al tuo giornale, sulla mia maglia color pervinca metterò il numero 7. Come tu dici anch’io vorrei condividere con te il corpo riflesso.
A te il segnale di partenza e come sempre lo sguardo in continuità.
Un abbraccio e buona notte a te e a tutti gli esseri che ti sono cari.
Angelo

5 settembre, da Angelo a Mariella
Da Le ceneri della spiaggia

Ara il cielo
uno sguardo,
cade un chicco nella terra

A. N.

E poi ci si chiede dov’è l’anima… non è la mente cara compagna di viaggi e di voli (non d’acqua per me) che mi fa sentire questa splendida pagina di bellezza e di dolore. E tu lo sai.
Grazie del dono e del nutrire.
Un forte abbraccio
Angelo

16 settembre, da Mariella ad Angelo
Caro poeta,
ogni tanto mi viene in mente quando mi dicevi che le mie parole avevano il sapore e il profumo del buon pane, quello che si faceva in casa e si cuoceva nel forno a legna. E così quando scrivo mi dico, "ecco sto facendo il pane." Invece le tue sono parole che arrivano dall'anima. È sempre un dono. Sono felice di avere un amico come te.
Ora vedo se è possibile mettere l'anima nel pane. Non deve essere difficile perché l'anima il pane ce l'ha - nei secoli dei secoli -.
Con te è possibile costruire quell'ecologia dell'arte che prevede un luogo di vita da condividere.
Parto da lontano. La farina - a Milano, alla collettiva Contemporanea-Mente (Galleria Avida Dollars) le installazioni già pronte e quell'artista che ogni tanto metteva una ciotola a terra più attratto dalla conoscenza degli altri artisti che non dall'opera.
L'opera se ne stava da una parte, sapendo che prima o poi si sarebbe realizzata.
L'acqua - la colazione in uno spazio verde, come l'acqua di più fiumi che si incontrano, prova tu a riconoscere le acque di che fiume sono.
La lievitazione - le parole che prendendo forma rivelano affinità elettive. Ad "affinità elettive" sarà necessario dare un significato di autenticità perché come altri termini, anche queste parole sono state svuotate di senso. Allora nelle "affinità elettive" ho ritrovato nell'altro o nell'altra lo stesso coraggio e lo stesso disinteresse per un mondo dell'arte istituzionalizzato e teorizzato da critici e filosofi che lo hanno reso autoreferenziale, mercantile. Noi, lì, nel giardinetto pubblico a condividere il cibo e conversare liberamente, abbiamo celebrato a nostro modo una manifestazione creativa che prevede una coscienza dell'arte rivolta verso il bene.
Si, a Milano, abbiamo fatto del buon pane.
Un abbraccio, Mariella

18 settembre, da Angelo a Mariella
Cara Mariella, la tua scrittura è acqua benefica, come quella del mare della tua
infanzia e quell'altra bevuta sorgiva del mio fiume, sempre d'infanzia.
Partitura e, in me corda che viene vibrata.
Quindi ogni viaggio, tu in bici e io con le ali è per me un'attesa felice, compreso questo che mi offri oggi con WSI.
Ti allego queste tre immagini del "mio pane cotto" nella scorsa primavera.
Una mia poesia che aprì la poetica Semi di memoria e uno scritto (parziale) illuminante, sempre come traccia, della stessa poetica, pubblicato nella monografia Ottave, Tracce essenziali nella ricerca di Angelo Noce (Ed. Multimedia).
Se quello che ti giunge funziona come "pasta madre " per il nostro progetto, tu che sai mandami un segno.

La poesia
Antiche eruzioni
come carezze di fuoco
ricoprono le orme,
non più attese ritornano le voci
i latrati, un profumo di eucalipto
e una dorata luce accende l'affresco
e a poco, a poco, s'accommiata.

Ottave
"Non ricordo quel lacerto di affresco, né il giorno né la stagione né l'anno a Pompei.
L'emozione sì, mi ricorda. Da quel tempo, con questa emozione, ogni giorno apro fogli di carta, sfoglio grigi cartoncini, allungo le dita su pastelli
raccogliendoli e, piano piano, li friziono sui miei supporti e loro, i pastelli lasciano andare polvere di ocra gialla e rossa, di terra di Siena e bruciata,
gialli e arancio di luce. Così dentro questo fare in cui la supposta o reale identità, il gesto quotidiano di questo mestiere di vita che spinge a riconoscermi, incontro le oscure ombre latenti nella mente o professate dall'apparire dell'immagine che mi succhia in una forte evocazione, remota memoria del mio (forse) esserci stato... "

Un abbraccio
Angelo

22 settembre, da Mariella ad Angelo
Ecco qua il mio segno. Poco tempo fa, in una calda e assolata domenica mi sono trovata, come in un sogno, a Tarquinia, nel grandioso sito delle tombe etrusche. E ancora una volta, le nostre vite, apparentemente così lontane, si sono incontrate.
Si sono incontrate lì, di fronte alla bellezza delle terre. Folgorazioni. La bellezza è così semplice quando a guidarla è la passione. Occorre quasi nulla; polveri, terre di Siena, ocra gialla, "arancio di luce" e mani sapienti. Scendo e risalgo; uno, due, tre piani sotto i miei piedi. Cosa nasconde questa spianata che brucia nel sole del mezzogiorno?
Ci sono cose più importanti della vita e più terribili della morte e io le conosco.
"Tutto ciò che è stato prima di me, è mio".
Qui, dove lascio le mie tracce, hanno giocato giganti.
Ho avvertito il profondo desiderio di tornare a casa prima di perdere la sensazione fisica delle terre con tutti i loro secoli. E così ho abbandonato l'acqua marina per darmi alla sapienza della terra. Per poco, lo so. Ma il mio desiderio ora è mettere le mani nelle polveri colorate e tentare di risolvere l'enigma.
Continua a seguirmi riempendo il vuoto e il silenzio di spazi bianchi.
Mariella

27 settembre, da Angelo a Mariella
Da Le ceneri della spiaggia

Non trovo il corpo s'è perso
nell'emozione, non dormo
sogno, sono un profumo
amaro e fresco, un profilo
azzurro cobalto chiaro,
un campo dorato al tramonto,
sono fittile come queste forme
...ci guardiamo a vicenda...
- statuette di età arcaica
raffiguranti divinità femminili
in piedi o sedute
panneggiate o nude
o figure di cavallini
pertinenti a divinità
con questo attributo

(Hera Ippia VI sec. a. C.)

Amaro fiore d'oleandro
o fresco profumo di menta
severa Paestum a novembre
mi coglie.

Mariella cara compagna di viaggio (il viaggio è il corpo del tempo) la vita, come sperimentiamo si manifesta per segni e per linguaggio. I nostri gesti sono carichi di senso perché il non senso non esiste. E se sì solo su un piano critico-estetico che mai è una verità, semmai culturale e intellettuale. L'uomo si manifesta attraverso questa necessità.
La vita interiore è la parte che più mi allieta anche se sofferta perché se è così risponde sempre attraverso il linguaggio all'insieme di tutte le parti che sconfinano le une con le altre dentro l'essere. Anche nel silenzio.
Come l'essere ha un tempo fisico pur con la perdita del suo tempo fisico, eterna si fa l'energia immessa attraverso i suoi segni, gesti, azioni. Ecco perché nascono "appartenenze con altri esseri speciali" che ci hanno preceduto.
I luoghi hanno un'anima come gli esseri, Le barriere sono una illusione. Le parti più sottili sono come l'aria, oltre.
L'archeologia non è come qualcuno dice una scienza del passato e un sentimento
legato alla morte, ma, al contrario, una manifestazione della materia e dei segni
che risale dalla terra come una nuova fioritura, quindi come continuità della vita.

Mariella, ben ricordi che per telefono forse un paio di anni fa ti parlai di un mio filmato autarchico dedicato all'acqua a tutela attraverso il controllo pubblico del suo valore sociale. Lo realizzai per comunicare su un invito fattomi da una scuola elementare. Acqua come elemento concreto ma, anche ispiratrice di pittori, poeti, musicisti così via.
Nella voce mostre del mio sito si incontrano delle belle immagini di Gianluigi Tagliabue riferite alla mia personale Superfici del tempo, a Palazzo Boselli, San Giovanni Bianco, BG. Forse fu questo l'accenno che ti feci per la convergenza da un lato e dall'altro di due fiumi.
Nella voce installazioni in opere Il mare dentro una antica cantina dove creai il "mio mare" invitando Vito con le "sue onde".
Sempre sul tema dell'acqua Alta marea nel Museo di Sondrio nell'ambito di Acuto.

Un forte abbraccio e buona notte.
Angelo