C’è una Calabria operosa che crede nell’impegno culturale per valorizzare le risorse di un territorio di potenzialità incomparabili, spesso ostacolate da una classe dirigente che al contrario spesso non è capace di riconoscere impegno e funzionalità nei confronti di chi vi si adopera.

Una riflessione che nasce per esempio dagli ottimi esiti riscontrati dal tredicesimo concorso internazionale per giovani concertisti classici tenutosi a Paola, cittadina affacciata sullo splendido litorale tirrenico calabrese, che ne ispira anche il titolo. I numeri sono eloquenti: oltre 1200 partecipanti, convenuti da tutta Italia con una significativa pattuglia proveniente anche dall’estero (Germania, Giappone, Corea, Cina, Bulgaria, Lituania e Colombia), per un concorso unico nel suo genere in quanto a modalità ed entusiastica partecipazione. Ce ne ha parlato con legittimo orgoglio il direttore organizzativo Giusy Ferrara, a capo con Luigi Stillo nella supervisione artistica, l’associazione dedicata alla memoria del cognato Orfeo, arrivata alle soglie di un rimarchevole traguardo, visto che nel 2016 celebrerà trent’anni di ininterrotta attività, un bell’esempio da applaudire. “E’ stata veramente - ribadisce - una grandissima edizione in cui tutto si è allineato al meglio: concorsisti entusiasti e preparati, giurati di prestigio, premi addirittura aumentati in corso d’opera, partnership di livello, che rappresentano le più prestigiose istituzioni italiane ma di respiro internazionale. Al di là dell’indiscusso ruolo culturale, l’evento ha testimoniato un apporto significativo nei confronti della debole economia turistica del territorio.

Quali potrebbero essere gli ulteriori sviluppi?

Molteplici, a partire dal carattere internazionale passando all’ampiezza del ventaglio a cui rivolge il suo raggio d’azione, investendo esclusivamente su due settori: il prestigio delle giurie e la quantità e la qualità dei premi (borse di studio in denaro, frequenza gratuita a masterclass con docenti autorevoli, scritture artistiche, pubblicazioni editoriali, registrazioni discografiche e quant’altro), ottenuti grazie ai partenariati stretti dall’organizzazione.

Tanti anni di lavoro e altrettante soddisfazioni: chi fra i tanti nomi che avete lanciato, ha già affermato il suo talento a livello assoluto?

Fra le tante gratificazioni che abbiamo avuto di certo un ruolo di primo piano è rappresentato dalla possibilità di poter seguire dopo 13 edizioni la carriera di tanti vincitori che hanno avuto quale trampolino di lancio proprio il nostro Concorso e oggi sono dei professionisti affermati. Molti di loro si ricordano della nostra manifestazione con affetto e stima e molti di loro tornano in veste di giurati, docenti preparatori di alcuni candidati ma anche solo da genitori di partecipanti. Nominarli tutti sarebbe impossibile, basta scorrere l’albo d’oro del Concorso in considerazione delle tantissime categorie, del numero elevato di vincitori, che oggi lavorano presso grandissime istituzioni musicali quali il Mozarteum di Salisburgo, l’Orchestra Filarmonica della Scala, l’Orchestra Cherubini di Ravenna del M° Muti, l’Aslico di Milano, l’Opera Lombardia, l’ORT della Toscana, l’Accademia Pianistica Internazionale di Imola, l’Accademia Nazionale S. Cecilia, l’Accademia Stauffer del M° Accardo di Cremona, ecc., e il 95 % di loro è oggi docente presso i Conservatori Statali di Musica, Licei Musicali, Scuole Medie a indirizzo musicale o suona presso orchestre stabili e semi-stabili, e tantissimi hanno vinto prestigiosi Concorsi Nazionali e Internazionali e svolgono un'intensa attività concertistica. Tra questi mi vengono in mente, ma sicuramente dimentico qualcuno: il fisarmonicista Oleg Vereshagin, i pianisti Francesco e Vincenzo De Stefano, Paolo Manfredi, Danilo Blaiotta, Luca Bruno, Daniele Paolillo, Margherita Capalbo, Francesco Leone, Iwai Risa, il violinista Daniele Gibboni, le violoncelliste Martina Biondi, Costanza Persichella e Francesca Fiore, il fagottista Andrea Mazza, i clarinettisti Maria Francesca Latella, Mario Mazzulla e Alfredo Vena, i cantanti lirici Vincenzo Nizzardo, Clarissa Leonardi, Giuseppe Zema, Francesca Aspromonte, il percussionista Francesco Muraca, la flauista Diana Duarte, i direttori d’orchestra Maurizio Managò e Ferruccio Messinese.

L’Associazione Stillo è prossima a festeggiare un traguardo importantissimo: una sfida che oltre all’entusiasmo e competenza, poggia anche su delle certezze istituzionali?

Purtroppo tocca un punto dolente: l’unica cosa che mi viene subito in mente è che dopo 30 anni di ininterrotta attività in tutti settori che partono dalla divulgazione, promozione, produzione, alta formazione e tanto altro, con i risultati ottenuti avremmo dovuto avere delle certezze che purtroppo non abbiamo, anche perché le programmazioni che riguardano il territorio in cui operiamo dovrebbero essere minimo triennali, e non legate a bandi che escono a singhiozzo, diciamo con un pizzico di presunzione, forse, che ci meritavamo una legge regionale ad hoc…

Eppure una via in qualche modo sarà stata tracciata: un’altra Calabria potrebbe essere oltre che possibile, anche stabile…

E' una passione che ci guida oltre ogni ostacolo. Al momento l’unica cosa che ci concede un po’ di ossigeno è rappresentata dai bandi regionali con cofinanziamento europeo, perché il Comune di Paola è in dissesto con 30 milioni di euro di debiti, la Provincia non eroga più contributi di alcun tipo: per fortuna però un piccolo contributo da qualche tempo lo abbiamo dalla Fondazione di un importante gruppo bancario e da un mecenate privato che vanno a sostenere la Stagione Concertistica “Armonie e Arte a Palazzo”, giunta quest’anno alla sua XXVIII edizione. Sicuramente un’altra Calabria è possibile ed è la nostra e quella di tanti artisti e operatori seri e competenti del settore. Solo dalla cultura può rinascere la Calabria perché la cultura è un modo di essere che si trasferisce nella vita di ognuno di noi ma l’investimento della regione deve essere adeguato, fino a che non ci saranno fondi ordinari per la Cultura ma il 90% sarà destinato alla Sanità, che tra l’altro non funziona, sono tutte chiacchiere.

Che cosa si immagina che il festival diventerà tra dieci anni e come si può alzare ulteriormente il livello, anche per evitare il miraggio di una occasionale seppur bellissima festa?

Il Concorso ormai giunto a ben nove giornate, non è solo una bella festa della Musica ma è un importantissima competizione guardata dall’ambiente musicale internazionale con grande attenzione, attesa, vista come un esempio da imitare e soprattutto un’opportunità concreta di lavoro per tanti giovani artisti di settori musicali che hanno pochissime opportunità di inserimento rispetto alla mole enorme di studenti del settore. Anche se riescono a entrare in contatto con giurati e istituzioni musicali con cui difficilmente potrebbero entrare in contatto direttamente, un esempio su tutti: l’Aslico di Milano-Teatro Sociale di Como, che mette in palio delle scritture artistiche, ovvero contratti, per il circuito lirico lombardo, oggi Opera Lombardia, che vuol dire lavorare per 4 mesi con grandi direttori e registi, in alcuni teatri di vaglia.

Da quando si inizierà a lavorare per l’allestimento della prossima edizione?

In realtà non si finisce mai perché le riflessioni sulla edizione successiva cominciano subito; il problema è però far conciliare i tempi di una manifestazione così complessa rispetto all’organizzazione di un Festival o una Stagione di Concerti o addirittura all’organizzazione di eventi alzando il telefono e chiamando un’agenzia per questo o quello spettacolo o artista più o meno famoso, rispetto all’enorme lavoro di: partenariati, promozione, che deve necessariamente essere capillare per essere recepito, avere il tempo di riflettere sull’opportunità di partecipare, prepararsi alla competizione, iscriversi e per noi raccogliere le adesione, controllare la documentazione e di conseguenza suddividere le giornate, formare le giurie, scegliere le location più adatte, predisporre la strumentazione, tutte voci sempre molto variabili e in relazione agli iscritti quindi non sempre prevedibili a monte. Poi organizzare viaggi, sistemazioni, transfert per un numero enorme di persone in una regione con mille difficoltà in questo senso e senza poter usufruire di alcuni servizi perché non rendicontabili… in quanto una manifestazione del genere non può non essere adeguatamente sostenuta e ormai le uniche risorse sono determinate dai bandi Europei che la Regione Calabria emana con tempi spesso talmente ristretti e in periodi non in linea con l’organizzazione di una manifestazione come la nostra, per esempio, che ti impone un ritmo “vertiginoso” per arrivare al successo quale quello registrato da questa edizione che sa di miracoloso… forse è lo stesso S. Francesco che ci guida da lassù…

Quali sono i prossimi appuntamenti indetti dall'Associazione?

Il Gran Concerto di Natale che concluderà la XXVIII Stagione Concertistica e che vedrà protagonista quest’anno l’Orchestra Sinfonica Giovanile della Calabria diretta dal M° Ferruccio Messinese con ospiti il Coro Polifonico “Aura Artis” e il Coro del Liceo Musicale “ Lucrezia della Valle” diretti dal M° Saverio Tinto, direttore ospite inoltre sarà il giovane direttore d’orchestra Alfredo Salvatore Stillo: una doppia soddisfazione dal momento che si tratta di mio figlio! Ogni anno lo regaliamo alla città e lo teniamo in una chiesa locale, quest’anno abbiamo scelto il Santuario di S. Francesco anche in virtù dell’imminente seicentenario (2016) dalla sua nascita. A questo proposito, come può immaginare, stiamo già lavorando a un grosso progetto per realizzare un importante evento che possa coinvolgere le migliori forze musicali calabresi e che tra l’altro coinciderà con il trentennale dell’Associazione, per cui ci stiamo attivando concretamente per una ricca e direi ancora più speciale programmazione.

Per maggiori informazioni:
www.associazionestillo.it