A Graziella

Le stagioni d'Alcione

15 GIUGNO 2017,
Graziella, I treni della felicità. Foto di Valeria Nonni
Graziella, I treni della felicità. Foto di Valeria Nonni

Graziella Pagani è una mia amica. Di lei ho scritto altre volte perché insieme abbiamo condiviso un percorso creativo molto intenso. Lo abbiamo condiviso con altre e altri amici, ma lei insieme a Gianluigi Tartaull rappresenta la svolta, un cambiamento molto importante nella mia vita. Quando ho ascoltato le loro azioni dove voce e suono diventavano un'unica risonanza, mi sono detta che era tempo di abbandonare il lavoro realizzato in solitudine. È nato così il lungo periodo della creazione di eventi dove le relazioni hanno avuto una valenza fondante. E non è stata una operazione semplice, soprattutto per me che a volte ho un carattere iroso. Graziella invece da parte di madre è piemontese e questa circostanza fa la differenza. Lei, in questa nostra impresa non ha mai perso la calma. Disponibile, sensibile, riservata e gran lavoratrice. Abbiamo condiviso la passione per il mare, per le nuotate e per tutte le metamorfosi della natura.

Due estati fa hai iniziato un altro viaggio proprio mentre nuotavi, e così Franco che ti ama moltissimo ti ha voluto riportare a casa ma tu eri già lontana. Questo inverno al Mama' s club una moltitudine di amiche e amici ti ha voluto ricordare alla nostra maniera: con canti, cibo, filmati e riletture di tuoi spettacoli, spesso irriverenti. Perché da piemontese riservata, quando recitavi, a volte ti trasformavi in una piccante attrice francese. C'erano tante persone che io non conoscevo e in disparte ho assistito commossa alla tua serata fatta di Eros e Thanatos e di un tocco di mistero: cosa ci faceva all'alba in mezzo al mare quell'uccellino fermo su uno stelo - uno stelo in mezzo al mare? - credo fosse lì sulla soglia ad accoglierti.

Siamo arrivate alla spiaggia nell'ora
che il cielo si copre di voli maestosi.

Il tramonto come metallo in fusione
lancia torrenti di fuoco verso il cielo
e rovescia nell'orizzonte luci turchine.

Siamo qui per camminare nelle strade di seta
che la luna traccia nel cielo e nel mare:
sorge dal grigio regno della cenere
come lama infuocata
e inizia a tessere una chiara notte.

Lentamente percorre tutte le vie:
illumina il cielo
accende nuvole e stelle.

Dietro di noi la lunga mano della notte
cancella palazzi fatiscenti e muti.
Di fronte a noi la luna segna nell'acqua
la sua scia luminosa
e ci parla di immutate bellezze.

Ecco perché ai nostri occhi
questo luogo è un paradiso
e noi due, piccole stelle cadute,
ci teniamo alla luna
come all'orlo del precipizio.

Cara Graziella, amica delle mie stagioni d'Alcione, sei proprio qui vicina, la fronte sulla mia spalla. Non sarai mai lontana, arriveremo ancora alla spiaggia nell'ora che il cielo si copre di voli maestosi...